In fuga dal ristorante… succede veramente!

Emanuele Persiani

Pranzo completo al Trap, poi la fuga: l’amarezza di Umberto

Ferentillo – Promesse di pagamento mai mantenute dopo un pranzo nel noto ristorante della Valnerina.
“Non è per i soldi, ma per il rispetto verso chi lavora”
FERENTILLO – Una storia che lascia soprattutto amarezza umana, prima ancora che economica, quella
raccontata da Umberto, titolare dell’Osteria del Trap, realtà gastronomica conosciuta in tutta la Valnerina
per la cucina di pesce, tartufo e prodotti del territorio.
Nei giorni scorsi una giovane coppia, ben vestita e dall’aspetto curato, ha trascorso un pranzo completo
nel locale, assaporando con tranquillità diverse specialità della casa: dal maxi crudo all’antipasto degli
innamorati per due, fino ai maccheroni con tartare di gamberi e tartufo, passando per frittura, grigliata,
dolce e due bottiglie di buon vino.
Un’esperienza importante, come tante vissute quotidianamente tra i tavoli del ristorante, conclusa però in
modo del tutto inatteso.

Al termine del pranzo, infatti, i due si sono allontanati lasciando sul posto soltanto un giacchino bianco
sporco di grasso, segno di una partenza frettolosa. Contattati telefonicamente, avrebbero parlato di una
corsa urgente al pronto soccorso per problemi legati a una gravidanza, inviando anche una foto
dall’ospedale e promettendo di tornare a saldare nei giorni successivi.
Una promessa che, tuttavia, non è mai stata mantenuta.

Dopo ulteriori tentativi di contatto e nuovi rinvii, nella giornata del 18 febbraio è stata presentata
denuncia. Un gesto compiuto – sottolinea Umberto – non per il valore economico del pranzo, comunque
una cifra importante, ma per una questione di rispetto verso chi ogni giorno lavora con impegno e
correttezza.

«Il dolore più grande non è il mancato incasso, ma vedere che nel 2026 esistono ancora comportamenti
così. Se qualcuno ha bisogno, si aiuta. Ma andarsene senza pagare dopo aver mangiato serenamente è una
ferita morale prima che economica.»
Resta anche l’amarezza di sapere che chi si comporta in questo modo non potrà più tornare a vivere
l’accoglienza e la cucina del locale, insieme alla solidarietà espressa verso i tanti ristoratori che subiscono
episodi simili, spesso senza farne notizia.
Perché dietro ogni tavolo apparecchiato non c’è soltanto un conto, ma lavoro, famiglia, sacrificio e
dignità. E il rispetto, quello, dovrebbe essere sempre il primo ingrediente.

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